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Giovinazzo è un comune italiano di 20.678 abitanti della provincia di Bari, in Puglia. È dotata di un importante porto peschereccio e nel territorio si trovano imprese commerciali ed industriali

Storia

Era già un piccolo centro, fortificato dai Romani (Natiolum), forse sorto sulle rovine della Netium peuceta rasa al suolo durante le guerre puniche. Fino al primo millennio, fu solo un villaggio di pescatori, marinai e commercianti.

Nel 1257 Manfredi la donò al parente Giordano Lancia. In seguito passò sotto la signoria degli Aragona (dal 1369 al 1461). Passata sotto il dominio spagnolo, Carlo V la vendette a Ferdinando di Capua, duca di Termoli. Passata ai Gonzaga, fu venduta a Nicolò Giudice Caracciolo, principe di Cellamare nel 1651. I principi Giudice furono ultimi padroni di Giovinazzo e Terlizzi fino a quando, morta nel 1770 l'ultima erede, donna Eleonora Giudice, il feudo di Giovinazzo e Terlizzi fu devoluto alla Regia Corte e in seguito a Francesco I di Borbone re di Napoli, fino all'abolizione nel 1806 della feudalità.

Monumenti e luoghi di interesse

  • L'"Arco di Traiano", dall'imperatore che avrebbe fatto rinforzare la cinta difensiva della città, è una delle antiche porte del borgo: ha due archi ogivali su capitelli retti da quattro colonne miliari della via Traiana (che però non passava da questo centro).

Chiese

  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1113 in stile romanico pugliese, con elementi normanni ed orientali; consacrata nel 1283. Fu rimaneggiata nel 1747, ma conserva un portale ogivale sul fianco destro e la bellissima parte absidale chiusa tra due campanili; all'interno, trasformato in periodo tardo barocco, la tavola duecentesca della Madonna di Corsignano, resti del pavimento musivo originale (secolo XII), tavola quattrocentesca col Redentore, arredi liturgici medievali e la cripta romanica; all'interno l'abside rivestito nel 1676 dalle tele del pittore bitontino Carlo Rosa; il Cappellone del Sacramento marmoreo disegnato da Gennaro Sammartino nel 1768 e fonte battesimale del 1758;
  • chiesa del Carmine, costruita nel XI secolo;
  • chiesa di San Francesco, costruita nel XI secolo e rinnovata nel XIX secolo e convento delle Benedettine;
  • chiesa di San Lorenzo, costruita nel XIV secolo;
  • chiesa dello Spirito Santo, interessante esempio tardo (95) degli edifici sacri a due cupolette in asse; ha un portale ogivale sormontato da baldacchino; all'interno tavola bizantineggiante con la Madonna del Mutuo Soccorso attribuita a Angelo Bizamano (inizi del Cinquecento);
  • chiesa Santa Maria di Costantinopoli (o di San Rocco) costruita nel XVI secolo, con bel rosone;
  • chiesa di Santa Maria degli Angeli, costruita alla fine del XVII secolo, con interessanti dipinti all'interno;
  • convento dei PP. Domenicani, edificato nel 1703 ad opera del primicerio Giuseppe Buonomo che dispose ingenti ricchezze per la sua fondazione. Dopo la soppressione degli ordini religiosi (1809), la proprietà passò al demanio e Gioacchino Murat concesse nel 1813 che l'edificio ospitasse un Ospizio di beneficenza. In seguito Ferdinando I di Borbone, tornato sul trono, confermò tale concessione con decreto regio del 1818. Con l'Unità d'Italia venne riformato e rinominato Ospizio Vittorio Emanuele II. In origine il complesso edilizio era di vastissime dimensioni, contando centinaia di ambienti, per un totale di oltre tredicimila metri quadrati. All'interno della chiesa, che ha un'alta facciata rifatta nel 1885, dipinto con San Felice di Lorenzo Lotto;
  • chiesa di Sant'Agostino, costruita nel XVIII secolo, con doppia cupola di Giuseppe Mastropasqua (1840 circa) e bell'interno a croce greca decorato di stucchi;
  • chiesa e convento dei Cappuccini (o del Crocifisso), costruita nel XVII secolo, nei pressi del cimitero, conserva all'interno una Pietà quattrocentesca;

Palazzi

  • Palazzo Sagarriga-Spinelli (XIII-XIV sec.), con scalinate e terrazze barocche balaustrate sulla corte interna e torre medievale;
  • palazzo Griffi-Castiglia (XIV sec.);
  • palazzo Vescovile (XIV sec);
  • palazzo Saraceno-Donnanno (XIV-XVII sec.), con basamento a bugne;
  • palazzo Lupis-di Forlocco (XVI sec.);
  • palazzo Severo Vernice (secolo XVI), dimora nobiliare contenente una preziosa lapide del XIII secolo;
  • palazzo Frammarino dei Malatesta da Rimini (XVI sec.);
  • palazzo Zurlo (XVI sec.);
  • palazzo Paglia (XVI sec.);
  • palazzo ducale Giudice di Cellamare (1657); grandioso palazzo a forma quadrangolare edificato nel1659 dall'architetto Francesco Antonio Picchiatti su commissione del principe Nicolò Giudice; monumentale portale delimitate da lesenee e bugne alterne che immette in un grande androne e nella vasta corte interna del palazzo;la facciata a nord si affaccia sul mare e fu edificata sulle antiche mura del paese; questa facciata presenta una lunghissima balconata balaustrata in pietra di affaccio sul mare.
  • palazzo Rucci-Gramegna (XVII sec.);
  • palazzo Spinelli-de Ritiis-Fenicia (XVII sec.);
  • palazzo Tedeschi-Saraceno (XVII sec.);
  • palazzo de Martino (XVII sec.);
  • palazzo Messere (XIX sec);
  • palazzo Siciliano marchese di Rende (prima metà del XIX secolo),in stile neoclassico, con colonnato in stile dorico, progettato da Giuseppe Mastropasqua.

Nel territorio

  • Due dolmen;
  • chiesetta di San Pietro Pago, antichissima, in condizone di rudere;
  • cappella di Santa Maria del casale di Corsignano (detta anche del Padre Eterno), di origine medievale, meta di fedeli;
  • chiesetta di Sant'Eustachio (secolo XI), a due cupolette in asse e alto campanile;
  • chiesetta di San Basilio (secolo XI-XIII);
  • torre Gavetone, torre costiera di avvistamento antisaraceno;
  • villa Frammarino dei Malatesta(XIX sec.);
  • villa Giudice di Cellamare (XVII sec.);
  • masseria e Torre Rufolo di Ravello(XIII sec.).

Fonte Wikipedia

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